Oggi – 7 giugno 2017 – il Single Resolution Board (SRB) ha annunciato di aver usato per la prima volta i poteri attribuitigli dalla regolamentazione del Single Resolution Mechanism (SRM). Si può dire davvero che il mondo bancario europeo non è più lo stesso, ma per capire bene cosa è successo bisogna partire dall’inizio.

Il 1° gennaio 2015 diventava operativo il SRB che ha il compito di gestire in maniera ordinata la risoluzione delle banche il cui business non viene ritenuto più sostenibile dalla BCE nei suoi poteri di supervisore del sistema.

Oggi, come dicevamo, l’SRB ha preso la sua prima decisione in relazione al rapido deterioramento della liquidità del Banco Popular (BP). Il risultato è stato che il valore delle azioni e dei subordinati Tier 1 sono stati cancellati. Questo significa che oltre ad essere stati cancellati sono stati anche ritirati dal sistema finanziario e quindi, probabilmente, non esisterà nemmeno la possibilità di scambiare sul mercato il “claim” risultante dalla bancarotta.

Per quanto riguarda i titoli Tier 2 c’è stata la conversione totale in azioni. Magra consolazione per i detentori, perchè contestualmente alla conversione hanno visto la totale diluizione a seguito della vendita della banca per 1 euro a Santander – la quale si è impegnata a ricapitalizzare l’istituto con €7 miliardi. Di fatto anche i detentori dei Tier 2 si trovano azzerato il proprio investimento.

I detentori di senior bond ed i depositanti, invece, non perderanno nulla e diventeranno di fatto creditori di Santander.

Con questa mossa l’SRB ha raccolto 2 miliardi di capitali che copriranno le perdite latenti del Banco Popular, mentre il già citato aumento di capitale servirà a riportare i ratio ad un livello accettabile.

La decisione è stata rapida, inattesa (nonostante i problemi di BP fossero noti da tempo) e anche “netta”, nel senso che ha azzerato di fatto tutti gli strumenti di capitale. Sembra scontato ma bisogna dire che questo precedente avrà conseguenze profonde sul mondo bancario europeo e sul mercato dei capitali ad esso legato. La decisione è stata estremamente rapida, del tutto inattesa.

Il debito subordinato bancario dovrà necessariamente prezzare il rischio di eventi risolutivi come quello di oggi e dovrà farlo tenendo conto anche della scarsa tenuta di titoli come i Tier 2 che, ad oggi, pagano un premio significativamente inferiore a quello dei Tier 1.

1 Comment

  1. Paolo
    8 giugno 2017 at 16:30 — Rispondi

    Un esito naturale alla luce delle norme attuali. La domanda però è come sono stati classati questi strumenti presso il pubblico? Sono in mano ad istituzionali o privati? E come sono stati collocati? Se con correttezza possiamo archiviare la pratica altrimenti,come nel caso Etruria e presto vedremo Vicenza e Veneto chi pagherà? Il Governo? le Autorità di controllo? Cioè i cittadini? E i responsabili?

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